La Mosca dell’Olivo
MOSCA DELL’OLIVO (Bactrocera oleae)
La mosca dell’olivo o mosca olearia è un insetto lungo circa mezzo centimetro, appartenente alla sottofamiglia delle Dacinae. Si tratta di una specie carpofaga. Le larve della mosca dell’olivo si nutrono della
drupa dell’olivo.
La mosca olearia ha ali trasparenti con una macchia bruna in cima e un addome marroncino.
Tra tutte le malattie, parassiti e avversità in generale, l’attacco della mosca a carico della pianta di olivo è considerato il più temibile.
La mosca dell’olivo è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo e in Sud Africa, ma la sua presenza si sta estendendo anche ad altre zone dell’Africa, all’America e alla Cina.
Gli adulti della mosca sfarfallano verso aprile-maggio e in estate depongono le uova, quando l’oliva ha un diametro di 7-8mm. Bucando la buccia dell’oliva depongono un solo uovo. Le tracce della deposizione sono riscontrabili da un piccolo buco di forma triangolare che si può notare sull’olivo.
Dopo pochi giorni le larve si schiudono e iniziano a scavare tunnel all’interno delle olive di cui si nutrono, producendo al contempo gravi danni alle olive, di fatto le olive colpite tendono a cadere o comunque
avranno grossi danni in fasi di spremitura sia per una minore resa, sia per l’innalzamento dell’acidità che si riscontrerà nell’olio.
Al termine della maturazione la mosca sfarfalla dall’oliva lasciando un foro di uscita ben più evidente.
Esistono piante che aiutano a limitare la presenza della mosca e altre che ne stimolano la proliferazione.
Tra le prime c’è la quercia, la presenza di questa pianta vicino agli olivi può essere utile in quanto ospita degli iperparassiti che si cibano della mosca olearia. Una pianta la cui presenza è sconsigliata è il fico perché il frutto di questa pianta è assai gradito per queste mosche.
Buoni risultati per il contenimento vengono dati anche dall’utilizzo di trattamenti a base di rotenone, piretro e neem.
In commercio si trovano anche trappole-esca a base di melassa di barbabietola o canna da zucchero,
piretro e acqua che attirano le mosche che dopo averne bevuto il contenuto muoiono.
